Guillaume Yon, responsabile dell’Equipe nazionale dei giovani adulti della Cef (Foto Delepoulle)
Motori a tutta forza in Francia per la preparazione della visita di Papa Leone e ad un mese dal suo arrivo nell’Île-de-France, 2.500 giovani adulti si sono dati appuntamento a Parigi per il loro appuntamento annuale con il “Festival Santos”. Promosso dalla Chiesa cattolica di Francia per giovani professionisti dai 25 ai 35 anni, l’evento si terrà da oggi, venerdì 28, a domenica 30 agosto. Per tre giorni, la Basilica del Sacro Cuore di Montmartre si rivestirà a festa con un mix di conferenze e tavole rotonde, workshop interattivi, eventi musicali e momenti spirituali. Un villaggio con oltre 40 stand con appuntamenti in cui si parlerà di temi di attualità come la pace, il significato del lavoro, le relazioni, l’ecologia e il ruolo della Chiesa oggi. “Siamo davvero entusiasti di organizzare questo evento a solo un mese dall’arrivo di Papa Leone in Francia”, dice al Sir Guillaume Yon, responsabile dell’Equipe nazionale giovani adulti della Conferenza episcopale francese.
“Ci consideriamo una prima tappa, seppur modesta, ma vogliamo cogliere questa opportunità per mostrare il dinamismo dei giovani francesi”.
I giovani a cui si rivolge il Festival sono in quella fascia d’età che la Chiesa di Francia definisce “giovani professionisti”, cioè persone entrate da relativamente poco nel mondo del lavoro dopo gli studi e che non hanno ancora raggiunto una piena stabilità nella vita. Non hanno cioè ancora formato una famiglia, sono prevalentemente single, e/o non hanno ancora scelto un percorso di vita, come ad esempio la vita consacrata. “Si tratta quindi di una fase piuttosto ibrida che, per certi aspetti, in passato non esisteva nelle stesse forme”, spiega Yon. “Oggi, ci si sposa più tardi e questo ha portato alla nascita di una fascia di popolazione che può estendersi fino ai 35 anni”. Una delle principali domande che attraversa questa fascia di età riguarda il rapporto con il lavoro. “Qual è il significato del mio lavoro? Quale posto deve occupare nella mia vita? Cosa significa essere cristiani sul luogo di lavoro?”. La Conferenza Episcopale di Francia dispone di diverse équipe dedicate a ciascuno degli ambiti pastorali che individua. Per i giovani, esiste un’équipe per la pastorale universitaria, una per la pastorale adolescenziale e una per la pastorale dei giovani professionisti. Quest’ultimo progetto nasce per colmare un vuoto: “in genere, nelle parrocchie non ci sono molte iniziative per i giovani adulti”, spiega Guillaume. “C’è molto per gli studenti, molto per le famiglie o per i bambini ma per i giovani adulti, non esiste praticamente nulla. Quindi, per il momento, si parte dal livello nazionale con l’idea che si diffonda al livello locale”.
Stand al Festival “Santos” (foto Isaure Delepoulle)
La Francia quest’anno è stata protagonista di un fenomeno che ha sorpreso molto: nella notte di Pasqua del 2026, 21.000 adolescenti e adulti hanno chiesto di battezzarsi.
Mai prima d’ora le richieste di battesimo per adulti erano state così numerose in Francia.
“È qualcosa di davvero straordinario”, ammette il rappresentante della Cef. Difficile dare delle spiegazioni a questo fenomeno. Guillaume Yon ne individua alcune. “La fede offre un messaggio di speranza, un orizzonte che va oltre la morte, una realtà che oggi suscita tanta paura”, osserva. “C’è poi un secondo aspetto, più umano ma altrettanto importante. Viviamo in una società che spesso sembra aver perso punti di riferimento condivisi. Per questo emerge con forza un bisogno di appartenenza, il desiderio di riconoscersi in un sistema di valori e in una comunità. Naturalmente il cattolicesimo non è l’unica risposta a questa esigenza, ma offre certamente uno spazio in cui trovare significato, relazioni e orientamento. Infine, credo che non si debba sottovalutare il desiderio della nostra generazione di riscoprire esperienze semplici e comunitarie, capaci di creare legami autentici. Non voglio dire che la società sia negativa in sé, ma è evidente che alcuni fenomeni destano preoccupazione: la crescente violenza, la difficoltà di dialogo tra persone diverse, la frammentazione delle relazioni. In questo contesto, un ritorno alla fede può rappresentare una risposta significativa. Dalle persone che ho incontrato, emerge spesso una vera conversione del cuore: uomini e donne che, a un certo punto della loro vita, si sentono toccati dalla grazia di Dio e ne escono profondamente trasformati”. Questo numero implica però anche una responsabilità per la Chiesa, a tutti i livelli. “Dobbiamo ora accompagnare queste persone, aiutarle a crescere nella fede e sostenerle nel loro cammino. Sappiamo infatti quanto sia difficile perseverare nel tempo”, osserva Guillaume. “All’inizio spesso prevalgono l’entusiasmo e la scoperta, ma successivamente possono arrivare momenti di smarrimento. La fede, del resto, conosce inevitabilmente fasi di alti e bassi che vanno accompagnati”.
Momenti di preghiera al Festival “Santos” (Foto Delepoulle)
Pensate che una figura come Papa Leone possa suscitare la curiosità e l’interesse dei giovani? “Sì, assolutamente”, risponde Guillaume. “I biglietti per la veglia allo Stade de France sono andati esauriti in appena venti minuti, nonostante fossero disponibili 80.000 posti. Questo dimostra chiaramente il grande entusiasmo che circonda l’evento”. Guillaume Yon ricorda in particolare la veglia dei giovani a Tor Vergata, per il Giubileo: “fu un momento molto intenso. Credo che il Papa abbia pronunciato parole incisive e al tempo stesso profondamente vere per i giovani. Ha parlato dell’importanza di mantenere i legami nonostante le differenze, di coltivare relazioni autentiche in un’epoca in cui schermi e social media influenzano sempre più il nostro modo di comunicare e di stare insieme. È un messaggio che tocca direttamente la vita delle nuove generazioni. Naturalmente, al centro del suo pontificato c’è anche un altro grande tema, che abbiamo scelto di fare nostro e di declinare nelle nostre iniziative: la pace. Per noi rappresenta uno dei temi spirituali più importanti di questi anni. Trovo molto significativo che un Papa venga in Francia per parlare di pace, un bene prezioso che forse tendiamo a dare troppo per scontato. Ma la pace è qualcosa che ognuno di noi è chiamato a custodire quotidianamente, nei rapporti personali come nelle relazioni tra i popoli, evitando di alimentare tensioni e contrapposizioni. Si tratta di una responsabilità che riguarda tutti”.
The post Francia: 2.500 giovani a Parigi per il Festival “Santos”, attesa e entusiasmo per la visita di Papa Leone first appeared on AgenSIR.“Sì, credo che attorno a Papa Leone ci sia un autentico entusiasmo e penso che, tra le sue numerose qualità, vi sia anche quella di saper parlare ai giovani con un linguaggio diretto, credibile e vicino alla loro esperienza”.

