La Chiesa italiana in Siria: 17 milioni dell’8xmille per scuole, ospedali e lavoro

Scritto il 03/10/2026
da

“Un evento che ci dà forza, coraggio e speranza per il futuro della Siria”. Così mons. Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa e vicario apostolico di Aleppo dei latini, ha commentato la riapertura, lo scorso 19 settembre, delle scuole francescane dei villaggi cristiani di Al-Quniya e Yacoubieh, nel governatorato di Idlib: un ritorno atteso da quasi sessant’anni in una regione ancora segnata dalla guerra. Durante il conflitto civile mons. Jallouf è rimasto accanto alla popolazione, nonostante la presenza dei gruppi jihadisti. Nel 2014 fu rapito e successivamente rilasciato. Ad Abou Ayyub al-Tunisi, un miliziano entrato nel convento di Knaye con kalashnikov e cintura esplosiva, che gli chiedeva di convertirsi all’islam, rispose: “Diventa tu cristiano!”. E aggiunse: “Ti chiami Ayyub al-Tunisi, vieni dalla Tunisia, che prima di essere musulmana era terra cristiana e ha dato alla Chiesa tanti santi. Io ti invito a tornare alla tua fede cattolica”. Mentre l’altro urlava, alla fine disse: “Va bene, io non sarò musulmano e tu vuoi essere cristiano. Vediamo però cosa possiamo fare insieme per servire questo popolo”.

La scelta di servire
Una testimonianza che racconta la scelta di servizio, anche negli anni più difficili. Lo ricordava il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi, dopo la visita a Damasco e Aleppo seguita al terremoto del 2023: “Nel contesto di una situazione di sofferenze e di guerra, la fede è diventata ragione di vita, motivo di carità e di accoglienza per tutti”. La Chiesa italiana ha sostenuto le Chiese siriane con progetti di emergenza e ricostruzione, con Caritas italiana impegnata in particolare nell’assistenza ai profughi, ma anche con la realizzazione di scuole, abitazioni, ospedali, attività lavorative e percorsi educativi. Grazie ai fondi dell’8xmille, dal 1991 sono stati finanziati 54 progetti per 17 milioni di euro. Tra le iniziative più rilevanti figurano “Ospedali aperti” della Fondazione Avsi e il programma di formazione e inserimento lavorativo promosso ad Aleppo da Pro Terra Sancta, che dopo il terremoto del 2023 continua a distribuire pasti caldi ad anziani soli, famiglie senza reddito, persone con disabilità, ospedali, orfanotrofi e case di riposo.

Dagli “Ospedali aperti” ai “Dispensari della speranza”
Nato nel 2017 su iniziativa del nunzio apostolico a Damasco, il card. Mario Zenari, con il sostegno del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, “Ospedali aperti” ha garantito cure gratuite ai più vulnerabili. Attraverso tre ospedali cattolici di Damasco e Aleppo e, successivamente, cinque dispensari, il progetto ha assicurato oltre 188mila trattamenti. Concluso nel 2024, ha lasciato il posto ai “Dispensari della speranza”. “Attivi in sei località, tra cui Latakia, Sweida e Safita, i dispensari forniscono visite, esami, farmaci e supporto psicologico. È una cura concreta, umana, quotidiana”, spiega Marco Perini, regional manager di Avsi per il Medio Oriente e il Nord Africa. Entro fine anno saranno raggiunte circa 60mila persone, senza distinzioni religiose o culturali. Come accade a Kashqoul, quartiere popolare di Damasco dove convivono famiglie cristiane, musulmane e druse. “Qui molte persone sono sotto la soglia di povertà”, racconta Juliette, che gestisce una farmacia nel quartiere e nel dispensario prepara e consegna i medicinali. “I farmaci che distribuiamo gratuitamente per molti sono essenziali alla sopravvivenza”.
Con il sostegno di Pro Terra Sancta sono stati invece realizzati interventi nelle scuole francescane e attività di supporto psicosociale ed educativo. Dal 2018 l’associazione opera anche attraverso i tre centri di Aleppo Est del progetto “Un nome e un futuro”, che hanno già raggiunto 2.300 beneficiari.
Fondamentale resta dunque la presenza di congregazioni religiose, associazioni e di Caritas Siria, sostenuta da Caritas italiana anche con due operatori presenti nel Paese. Grazie alla rete internazionale Caritas viene garantito sostegno a circa un milione di persone ogni anno. Accanto agli interventi di emergenza e ricostruzione proseguono i programmi di accesso alle cure mediche, di sostegno ad attività generatrici di reddito e di coinvolgimento dei giovani in percorsi di peacebuilding e riconciliazione. Una rete solidale che continua a essere segno concreto di speranza.
Per approfondimenti: https://sicsp.chiesacattolica.it

The post La Chiesa italiana in Siria: 17 milioni dell’8xmille per scuole, ospedali e lavoro first appeared on AgenSIR.