Al via il 188° capitolo degli agostiniani: a Roma per eleggere il nuovo priore generale

Scritto il 28/08/2025
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Il 1° settembre si apre a Roma, all’Augustinianum, il 188° capitolo generale dell’Ordine di Sant’Agostino: un appuntamento che segna un passaggio di testimone dopo dodici anni di governo dello stesso priore generale, padre Alejandro Moral Antón, e che convoca l’Ordine alla sua massima assise. “Siamo giunti al 188° capitolo – spiega padre Pasquale di Lernia, segretario generale -. In epoca moderna la cadenza è stabile: ogni sei anni si celebra il capitolo generale ordinario, che è elettivo; a metà mandato si tiene un capitolo intermedio, non elettivo, dedicato alla verifica del cammino”.

I capitolari con diritto di voto sono 83, in rappresentanza delle 41 circoscrizioni, con una presenza che abbraccia circa cinquanta Paesi; sono previsti, in alcune sessioni, interventi delle presidenti delle federazioni delle monache agostiniane e di laici della famiglia agostiniana, senza voce attiva.

L’Ordine conta oggi intorno a 2.500 frati e circa 700 monache: l’impianto storico resta forte in Europa e negli Stati Uniti, ma le aree più dinamiche sono Asia e Africa, mentre in America Latina il quadro è complessivamente stabile.

(Foto Benotti/SIR)

La storia dell’Ordine di Sant’Agostino

L’Ordine di Sant’Agostino nasce nel 1244, quando gruppi di eremiti toscani, riuniti da Papa Innocenzo IV, adottarono la Regola del vescovo di Ippona.
Nel 1256, con il “Capitolo della Grande Unione” voluto da Alessandro IV, furono incorporati altri istituti, sancendo la piena appartenenza tra i mendicanti. Da allora gli agostiniani si sono riconosciuti figli spirituali di Agostino, eredi del suo stile di vita comunitaria e di servizio alla Chiesa, fondato sulla condivisione, la predicazione e lo studio.

Un capitolo tra responsabilità e discernimento
L’assemblea cade in un tempo particolarmente denso per la Chiesa universale, a ridosso del 14 settembre, giorno in cui Papa Leone XIV – primo pontefice agostiniano – compirà settant’anni. Padre di Lernia invita a non proiettare aspettative improprie sull’agenda capitolare:

“Il fatto che il Papa provenga dal nostro Ordine non inciderà direttamente sulle decisioni. Aumenta piuttosto la responsabilità: il nostro carisma è il servizio alla Chiesa, e oggi questo impegno esige un supplemento di fedeltà e di intelligenza pastorale”.

Il capitolo, prosegue, è innanzitutto un’opera di discernimento: “È un tempo di verifica e di lettura profetica delle attese ecclesiali: ci domandiamo come il nostro apostolato risponda alle necessità dei fedeli e quali priorità lo Spirito indichi per il prossimo sessennio”. Quanto a un’eventuale udienza, l’Ordine ha presentato la richiesta da tempo, secondo la prassi degli Istituti religiosi di diritto pontificio: “Al momento non abbiamo conferme né su data né su modalità”, precisa. È comunque possibile che il Papa si affacci personalmente durante i lavori.

Il mandato del priore generale

Il priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino è eletto dal Capitolo generale ordinario e rimane in carica sei anni. Le Costituzioni prevedono la possibilità di rielezione, ma con un limite: se dopo il terzo scrutinio non si raggiunge la maggioranza necessaria, il priore uscente candidato all’immediata riconferma viene escluso e non può più essere candidato né ricevere voti. In tal modo si assicura il principio del ricambio e si evita la continuità automatica di governo. Non è invece previsto un numero massimo di mandati complessivi: un religioso può tornare a guidare l’Ordine anche in momenti successivi.

(Foto Agostiniani)

Verso l’elezione del nuovo priore generale

Le sessioni – tutte all’Augustinianum – procederanno all’elezione del 98° priore generale, ma anche del Consiglio che lo affiancherà, insieme alle nomine del segretario generale e dell’economo generale. La procedura prevede maggioranze qualificate nelle prime votazioni e, se necessario, un ballottaggio tra i nomi più suffragati. Tradizionalmente, il priore generale può esercitare un massimo di due mandati. La chiusura è programmata per il 18 settembre, ma resta provvisoria, come sottolinea padre di Lernia. “Il capitolo è il cuore pulsante della nostra forma di vita – aggiunge -: è il luogo in cui ci riconosciamo come corpo globale, facciamo memoria grata, leggiamo le sfide, individuiamo vie concrete per annunciare il Vangelo e servire il popolo di Dio”.

In questa prospettiva, la geografia dell’Ordine non è un dato statistico, ma una traccia di lavoro: radici europee, nuova linfa da Asia e Africa, equilibrio latinoamericano.

“Il compito – conclude – è custodire il carisma agostiniano e, insieme, osare forme efficaci di servizio ecclesiale: comunione vissuta, ascolto reale delle comunità, qualità della predicazione, cura delle fraternità e dei poveri. Il capitolo ci chiede di passare dall’analisi alle decisioni, perché lo Spirito non ci consegna una cronaca, ma una rotta”.

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